mercoledì 6 settembre 2017

11/11 > Garrincha Loves Chiapas!

Sabato 11 Novembre @ Centro Sociale Rivolta
Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)

Garrincha Loves Chiapas!
www.facebook.com/garrinchadischi

Campagna di sostegno con ingresso concerto
www.tinyurl.com/GarrinchaLovesChiapas

2 Palchi // 10 Band:

Lo Stato Sociale
www.facebook.com/statosociale

Punkreas
www.facebook.com/punkreasofficial

España Circo Este
www.facebook.com/espanacircoeste

The BlueBeaters
www.facebook.com/thebluebeaters

Management Del Dolore Post-Operatorio
www.facebook.com/managementdeldolorepostoperatorio

Edo E I Bucanieri
www.facebook.com/SoloEdo

Io e La Tigre
www.facebook.com/IOelaTIGRE

I Botanici
www.facebook.com/ibotaniciband

I Camillas
www.facebook.com/icamillas

Brace
www.facebook.com/michiamobrace

Apertura cancelli ore 19.00
Inizio concerti ore 20.00

Ingresso 15 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'osteria e la pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.

Evento in collaborazione con:

20EZLN
www.facebook.com/20zln

Associazione Ya Basta! Êdî Bese!
www.yabastaedibese.it

Perchè un disco e due eventi per il chiapas?

Carota de Lo Stato Sociale e Matteo Costa Romagnoli, fondatore di Garrincha Dischi fanno un viaggio in Chiapas nel 2016 con il collettivo 20ZLN. I due registrano suoni, scrivono alcune canzoni con altri viaggiatori cileni incontrati in una casa comune a San Cristobal, registrano voci e parole nelle comunità ed appuntano le tante emozioni di questo viaggio. Una volta tornati a casa riordinano il tutto e quello che ne esce è "Arte al servicio del pueblo", un disco a cui poi hanno preso parte tanti altri amici innamorati del Chiapas.

Perchè il chiapas?

La nostra adolescenza è stata segnata da una figura con il passamontagna e con la pipa in bocca, che parlava di un mondo diverso possibile. Era il Sub. Marcos, uno dei subcomandanti Zapatisti. E in quelle terre siamo andati. Le terre di confine sono luoghi magnifici e magici ed è proprio al confine tra il Messico ed il Guatamela che storie, mondi, e persone diverse si sono incontrate e hanno trasformato il sogno di un mondo diverso in realtà. Il mondo ha conosciuto il sogno e il Chiapas, lo stato del Messico dove si realizza, grazie alle parole ed alle gesta dell' EZLN, che per esteso fa Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Era il 1 gennaio del 1994. Indigeni di origine maya prendevano in mano la loro vita e iniziavano per primi a dire che la globalizzazione neoliberista sarebbe stata un disastro per loro e per il mondo. 23 anni dopo gli zapatisti e le zapatiste sono ancora li, in Chiapas e costruiscono uno degli esempi del mondo diverso possibile, governano in maniera autonoma e indipendente dallo Stato Messicano una parte di paese. In 23 anni la globalizzazione ha mostrato tutta la sua violenza, creando diseguaglianze in ogni angolo del globo che troppo spesso generano risposte razziste e xenofobe e che invece in posti di confine come il Chiapas creano esperienze inclusive e rivoluzionarie, dove al centro sta l'essere umano e dove i documenti e i passaporti non sono importanti.

Perchè un altro mondo è possibile.

Con due eventi/concerti, assieme a 20ZLN, al Centro Sociale Rivolta ed a Laboratorio Sociale di Alessandria vogliamo dare un contributo economico alle comunità zapatiste per continuare a portare avanti la loro diversità. Tutte la band infatti non percepiranno alcun compenso per le loro performance. 10 band che si esibiranno su 2 palchi, senza interruzioni dalle ore 20 in poi: Lo Stato Sociale, Punkreas, The Bluebeaters, Management del Dolore Post-Operatorio, I Camillas, España Circo Este, Brace, Edo e i Bucanieri, Io e la Tigre, I Botanici.

Come continuare il progetto?

Ora l’idea è quella di finanziare la partenza di altri artisti in quelle comunità per il volume 2 di “Arte al servicio del pueblo”, che certamente portino un nostro contributo economico alle comunità disastrate dai recenti terremoti ma che, sopratutto, continuino questo scambio culturale, creando musica nuova, perché questo è quello che sappiamo fare: musica.